Miriam Candurro e Andrea Bello presentano 1000 km Rossi, il blog partecipativo sulla vita ai tempi del Coronavirus

Written by on 29. März 2020

Miriam – volto di Serena in Un Posto Al Sole – e Andrea ci raccontano la nascita, le ambizioni e gli obiettivi di 1000 km Rossi, un raccoglitore d’introspezioni ai tempi del Coronavirus

Una distanza geografica da colmare, una paura da esorcizzare, l’inimmaginabile da decifrare e fissare perché possa resistere alla nebbia di una futura, inevitabile normalità. C’è questo e molto altro nelle parole con cui Miriam Candurro e Andrea Bello raccontano la nascita di 1000 km Rossi, il blog a due lanciato per raccontare la vita al tempo del Coronavirus.

Sono passati meno di venti giorni e 1000 km Rossi è già parte della routine quotidiana di una comunità sempre più nutrita di lettori e co-autori. In una fase in cui imperversano video e dirette, ci spiegano, e in cui il focus si sposta dagli studi alle case di attori e musicisti, ci siamo accorti di come mancasse un momento di riflessione e introspezione. Avevamo pensato a un libro, ma non avrebbe colto in tempo reale la potenza di ciò che viviamo.

E allora via libera a un blog nella sua forma più essenziale. Perché è questo, in fondo, lo spirito che anima le pagine di 1000 km Rossi. La forza di quegli stati d’animo affastellati in giornate che si somigliano nelle emozioni e che – prima per i due amici e poi per migliaia di lettori – scaldano con una rincuorante affinità di sentimenti.

È la prima cosa che vorremmo, chiariscono. Offrire uno strumento che aiuti gli altri a sentirsi meno soli, a far sapere che stiamo vivendo tutti la stessa cosa. E il loro invito – più una mano tesa che una chiamata alle armi – mostra presto un successo promettente, e dalle stanze private di un’amicizia lunga venticinque anni si estende per i mille e più chilometri rossi che delineano la sofferenza di un paese in emergenza.

1000 km Rossi è un po’ come Forrest Gump, racconta Andrea con una sottile nota d’orgoglio nella voce, è partito da solo per poi vedersi affiancato da tanti altri. Perché sì, gli altri non sono dietro di noi, ma al nostro fianco. E i numeri confermano le sue parole. Oltre alle migliaia di visite giornaliere, 1000 km Rossi conta già su cinque diari aggiornati regolarmente e decine di post occasionali fra i quali Miriam e Andrea scelgono i contributi da pubblicare.

La crescita di questo piccolo, grande progetto del cuore è costante, e non solo in termini numerici. Le persone hanno persino iniziato a scriversi fra loro, racconta Miriam, a scambiarsi commenti; si è creata una piccola comunità. Perché non estendere il progetto a Facebook, dunque? Ci abbiamo pensato, commenta Andrea, ma Facebook è il luogo delle risposte d’istinto, mentre per noi è più importante il pensiero ragionato.

Fermarsi, dunque, concedersi dieci minuti al giorno per riflettere su ciò che si è vissuto, su ciò che si è provato e che non può, non deve restare confinato nello spazio asfittico di una mente inquieta. Guardarsi dentro, mettersi per iscritto, quindi, credendo di superare l’isolamento – e riuscire a farlo, certo – e accorgersi invece di essersi mossi verso una nuova, consolante routine.

E chissà che lo stop obbligato alla frenesia e il ritrovarsi con sé stessi non aiuti a conoscersi un po’ meglio. [1000 km Rossi] ha un valore fortemente introspettivo per me, riflette Andrea. Scrivere mi aiuta a scoprirmi, e rileggendomi è come se dicessi: Ma io sono veramente così? Sono veramente questo? Non me ne ero accorto!”.

Ci si può scoprire diversi, migliori. Si può crescere, si può farlo soli ma insieme. Perché l’abbraccio di 1000 km Rossi non accoglie soltanto Miriam e Andrea, ma chiunque senta il bisogno – e accetti la sfida – di condividersi senza filtri, di spogliarsi di nomi e cognomi e rinunciare alle pretese di perfezione patinata cui i social media spesso inducono a cedere. E guardare in faccia la paura.

Ne è convinta, Miriam. Lo facciamo perché i timori vanno affrontati. Se un bambino ha paura dell’uomo nero non puoi dirgli di chiudere gli occhi, di guardare altrove. Potrebbe accantonarla, ma prima o poi verrebbe fuori di nuovo, quindi devi aiutarlo ad analizzarla, devi dargli speranza. Solo così può superarla. È questo il messaggio da mandare.

Un messaggio semplice, chiaro, ma anche ambizioso. Tanto che 1000 km Rossi è già oltre la Napoli di Miriam e la Torino – d’adozione – di Andrea. L’85% dei lettori del blog si trova in Italia, ma raccogliamo visite anche dal resto del mondo, racconta Andrea. Ci leggono molti italiani all’estero, ma per arrivare a quante più persone abbiamo deciso di far tradurre i diari in inglese e poi in spagnolo.

Ci teniamo a condividere il blog con il grande pubblico, gli fa eco Miriam. L’Italia in questo momento è nell’occhio del ciclone, stiamo attraversando una fase che gli altri vivranno dopo e vogliamo essere diretti e credibili. Certo, è un paradosso che l’opportunità di recuperare credibilità agli occhi del mondo arrivi da una situazione del genere, ma non possiamo sprecarla.

Più certezze, quindi, maggior senso di responsabilità e una grande apertura a ciò che potremmo essere quando il dopo sarà l’ora. Ne usciremo migliori, è convinta Miriam, ma solo se sapremo fare tesoro di queste emozioni e se impareremo a capire perché le stiamo provando.

Questa, insomma, l’anima di 1000 km Rossi. Un regalo che Miriam fa ad Andrea – l’amico, più che l’ingegnere ed esperto di marketing –, che Andrea ricambia a Miriam – l’amica, più che l’interprete immediatamente associata a Serena in Un Posto Al Sole – e che entrambi estendono a chiunque senta il bisogno di condividere ansie e speranze della quotidianità al tempo del Coronavirus


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